Come cambiano i gusti sessuali dei torinesi

Come cambiano i gusti sessuali dei torinesi

I cambiamenti sociali e culturali che si verificano nel corso (e con il passare) del tempo riguardano, fisiologicamente, anche la sessualità. Il tema è stato ampiamente sdoganato, se ne parla molto di più ed in maniera più libera e consapevole, benché certi aspetti vengano ancora vissuti come un tabù, per via di fattori quali l’educazione personale o l’ambiente in cui si è cresciuti. La modernità ha, in ogni caso, portato in dote un nuovo modo di vivere l’intimità e di percepire il sesso, facendo progressivamente cadere i tabù tradizionali a favore di una visione più ampia e meno vincolante. In questa ottica, possono cambiare anche i gusti ed i desideri sessuali, pur sempre all’interno delle preferenze personali; spesso subentra la curiosità di provare qualcosa di nuovo per consolidare la complicità della coppia.

Le abitudini sessuali degli italiani

Italians do it better” recita un celebre, e largamente inflazionato slogan. Ma è proprio così? Secondo un’indagine condotta nel 2016 in occasione della Fiera Torino Erotica, gli italiani tra le lenzuola non sarebbero particolarmente creativi, a differenza di quanto si possa immaginare. La ricerca–effettuata in pieno anonimato e solo per mezzo di supporti digitali per non mettere a disagio i partecipanti – si è basata su un campione composto da cinquemila persone, tra uomini e donne, di età compresa tra i 18 ed i 55 anni.

Tra le donne intervistate, 2 su 5 hanno lamentato scarsa creatività da parte del partner; non a caso, una percentuale molto simile (attorno al 40%) ha dichiarato di possedere e/o di utilizzare con regolarità un vibratore. Quasi una donna su quattro, invece, ha dichiarato di non aver alcun problema nel masturbarsi di fronte al proprio compagno, né di farsi riprendere durante i momenti di reciproca intimità. Molto basse, invece, le percentuali degli intervistati che hanno partecipato a incontri sessuali con più persone contemporaneamente o caratterizzati da pratiche sadomaso (entrambe al di sotto del 5%).

Anche per quanto riguarda i luoghi dove consumare il rapporto sessuale, gli uomini sembrano essere meno spigliati delle donne; mentre queste ultime prediligono maggiormente posti insoliti per avere un rapporto, il 60% degli uomini ha risposto di preferire il letto, la location più tradizionale possibile. Molto simili le percentuali relative al tradimento, attorno al 25% sia per i maschi che per le donne (includendo anche le coppie sposate).

Il convegno “La medicina della sessualità come paradigma del benessere globale”, svoltosi a Roma nel 2015 presso la Camera dei Deputati, rappresenta un altro, seppur parziale, riferimento alle abitudini ed ai costumi sessuali degli italiani. Nell’occasione, venne trattato soprattutto il tema dei disturbi della sfera sessuale (disfunzione erettile, eiaculazione precoce e difficoltà nel raggiungere l’orgasmo da parte di uno o entrambi i partner).

I risultati, infatti, si riferiscono ad un campione piuttosto ristretto, proveniente da sole cinque regioni d’Italia: Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia e Sicilia. I riscontri emersi durante il convegno delineano un quadro non proprio lusinghiero: gli uomini del Lazio sono i più “veloci”, hanno quasi cento rapporti all’anno ma si dicono per lo più insoddisfatti della propria vita sessuale (il 75% del campione, soprattutto nella fascia di età tra i 20 ed i 50 anni). In questa particolare classifica, i risultati migliori sono stati ottenuti dai siciliani (primi), seguiti da laziali, pugliesi e liguri.

Le abitudini sessuali dei piemontesi

Nella ricerca sopra citata, i piemontesi si piazzano all’ultimo posto, come confermato anche dal dato relativo all’impatto sulle partner femminili. Il 71% delle donne del Piemonte, infatti, si sono dimostrate arrabbiate o frustrate per i problemi di coppia legati alle disfunzioni sessuali; una percentuale maggiore (78%) si è registrata solo in Liguria.A parziale consolazione, un altro studio (“Gli italiani, i rapporti sessuali e la disfunzione erettile”), condotto da Astra Ricerche,ha dimostrato come i piemontesi siano generalmente “positive sex”, ossia vivono tutto quanto riguarda la sfera della sessuale in maniera gioiosa e positiva, almeno stando a quanto dichiarato da un campione composto da soli uomini.

Più in generale, le abitudini e le consuetudini dei piemontesi, e dei torinesi in particolare, si inseriscono in maniera abbastanza coerente nel contesto nazionale, non solo per quanto riguarda i disturbi sessuali (che in Italia affliggono circa tre milioni di persone) e l’insoddisfazione.

L’amore giovanile ai tempi dei social (e di Tinder)

La larga diffusione del digitale, in tutte le sue forme, ha contribuito – specie negli ultimi anni – ad aprire nuovi orizzonti sul fronte della sessualità e Torino, in tal senso, essendo una delle città più grandi d’Italia, non rappresenta di certo un’eccezione. Il web si è rivelato uno strumento potente nell’aiutare chi, per un motivo o per l’altro, sentiva di aver bisogno di un “supporto” per allacciare nuove relazioni o avere incontri di carattere estemporaneo.In altre parole, il medium ideale per superare la paura di mettersi in gioco, per la prima volta e non solo. Basti pensare a quanto siano diventate popolari le app di dating (come ad esempio Tinder o Badoo) o i siti di incontri quali piuincontri.com, che consentono, con discrezione, di mettersi in contatto con diversi tipi di accompagnatrici per alleviare la propria solitudine o per soddisfare esigenze di altro genere. Gli utenti di questa tipologia di canali sentono spesso di avere difficoltà ad avviare interazioni sociali di varia natura e ciò vale anche, se non soprattutto, per i più giovani. Secondo quanto emerso da alcuni dati raccolti nel 2018, nel corso della settimana del benessere sessuale, molti giovani percepiscono le relazioni come prestazioni, in cui conoscersi sul piano umano o innamorarsi diventano elementi superflui. In molti vivono in maniera problematica sia la sessualità che il rapporto con il proprio corpo ma, pur in presenza di un problema, difficilmente ne parlano e, ancor più di rado, si attivano per risolverlo, se non cercando rimedi (spesso improbabili) sul web, oppure imitando ciò che si vede nei porno. Dai colloqui sono emersi riscontri significativi anche dal punto di vista della sfera emotiva: tendenzialmente, i giovani palesano un certo timore ad aprirsi o ad impegnarsi, anche rifugiandosi in un rapporto per lo più a distanza, così da limitare al minimo l’espressione delle proprie emozioni.


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