Bonus partita Iva: ecco chi sono i cinque furbetti della politica

Bonus partita Iva: ecco chi sono i cinque furbetti della politica

La prima ad autodenunciarsi dopo l’infuriare della polemica è Anita Pirovano, consigliera comunale di Milano per la lista “Milano progressista” che in un post su Facebook ammette di aver richiesto all’Inps il bonus Covid da 600 euro al mese per le partite Iva. «Non vivo di politica perché non voglio e non potrei. Non potrei perché ho un mutuo, faccio la spesa, mantengo mia figlia e, addirittura, ogni tanto mi piace uscire e durante le ferie andare in vacanza» la giustificazione della Pirovano, che ha aperto una falla nel muro di omertà della politica sulla triste storia dei cinque furbetti del bonus Covid previsto dai decreti Cura Italia e Rilancio per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva in difficoltà durante la crisi del Coronavirus.

Smascherati dalla direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’Inps, una struttura creata proprio per individuare i truffatori, sarebbero cinque deputati di Montecitorio, punta dell’iceberg: tre della Lega, uno del Movimento 5 Stelle e uno di Italia Viva. Ma dietro a loro ci sarebbe una giungla di duemila furbetti tra assessori regionali, consiglieri regionali e comunali, governatori e sindaci. E la sola Anita Pirovano ad autodenunciarsi, per ora.

Durissimi i commenti del mondo della politica (in realtà dovrebbe essere così più che altro da parte della società civile…), con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, leader dei 5 Stelle a tuonare: «Cinque poveri furbetti che durante la pandemia hanno avuto il coraggio di avanzare richiesta allo Stato per avere il bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite iva in difficoltà. Evidentemente non gli bastavano i quasi 13mila euro netti di stipendio al mese, non gli bastavano tutti i benefit e privilegi di cui già godono. È vergognoso. È davvero indecente».

Una condanna arirva anche dal suo collega di movimento, il presidente della Camera Roberto Fico: «E’ una vergogna che cinque parlamentari abbiano usufruito del bonus per le partite iva. Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. E’ una questione di dignità e di opportunità. Perché, in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici. E’ necessario ricordarlo sempre».

Licia Ronzulli, vicepresidente di Forza Italia al Senato, parla di «scandalo inaccettabile», il leader della Lega Matteo Salvini «di una vergogna», chiedendo di «procedere con l’immediata sospensione». Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, definisce la vicenda «uno squallore», invitando ogni parlamentare a dichiarare “#Bonus Inps io no!” er fare emergere per esclusione i nomi dei furbetti, per ora protetti dalla legge sulla privacy.